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BANDO PER SOSTENERE PROGETTI DI RICERCA ED INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO DI SOLUZIONI FINALIZZATE AL CONTRASTO DELL’EPIDEMIA DA COVID-19

 

N. 196/2020 / CIRCOLARE / Prot. 220.2020 / CZ

SERVIZIO ECONOMICO-FINANZIARIO
22 aprile 2020

Alle Aziende Associate

BANDO PER SOSTENERE PROGETTI DI RICERCA ED INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO DI SOLUZIONI FINALIZZATE AL CONTRASTO DELL’EPIDEMIA DA COVID-19

Presentazione a sportello: dal 27/04/2020 al 30/06/2020.
Al raggiungimento della soglia dei 5.000.000,00 di euro di richiesta del contributo lo sportello verrà temporaneamente chiuso, e potrà successivamente riaprire in seguito alla valutazione delle domande, coerentemente con le risorse non concesse e impegnate o per risorse aggiuntive messe a disposizione.

TERRITORIO
Regione Emilia-Romagna.

OBIETTIVI GENERALI
La Regione sostiene progetti di ricerca e sviluppo concentrati su un arco di tempo limitato a 6 mesi, finalizzati allo sviluppo e sperimentazione di soluzioni (prodotti e servizi) innovative per il contrasto all’epidemia di COVID-19, in grado di essere quindi rapidamente industrializzate ed adottate su scala adeguata alla domanda almeno regionale.

SOGGETTI BENEFICIARI
Piccole, medie e grandi imprese ai sensi della vigente normativa, con sede legale o unità locale produttiva all’interno del territorio emiliano-romagnolo. Per unità locale produttiva, che deve risultare regolarmente censita presso la CCIAA di competenza, si intende un immobile in cui l’impresa realizza abitualmente attività di produzione di beni o servizi, in cui sia stabilmente collocato il personale e le attrezzature che verranno utilizzate per la realizzazione del progetto. L’unità locale produttiva può non essere attiva al momento della presentazione della domanda ma dovrà esserlo entro un mese dall’inizio del progetto e nella stessa data dovrà darne comunicazione alla Regione Emilia-Romagna.
Le imprese con sede legale in Italia devono inoltre possedere i seguenti requisiti:
• essere regolarmente costituite ed iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese presso la CCIAA competente per territorio entro la data di presentazione della domanda;
• esercitare attività industriale di produzione di beni e servizi, come indicato dall’art. 2195, comma 1, punto 1 del c.c., ed esclusa l’impresa agricola come definita all’art. 2135 del c.c. e che come tale sia iscritta nella sezione speciale alla camera di commercio;
• essere attive, non essere in stato di liquidazione o di fallimento e non essere state soggette a procedure di fallimento o di concordato nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda. In deroga a tale principio, si ammettono le imprese che abbiano ottenuto il decreto di omologazione previsto dagli artt. 160 e ss. della legge fallimentare;
• in conformità con la normativa comunitaria attualmente vigente, non presentare le caratteristiche di impresa in difficoltà. Si segnala che il Regolamento (UE) n. 1301/2013 è in corso di revisione per permettere che sia elargito il sostegno del FESR anche alle imprese che versano in difficoltà nell’attuale situazione di emergenza causa Covid-19, garantendo così la coerenza con la linea adottata con il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia e con le norme sulla concessione di aiuti de minimis;

• nei propri confronti non sussistono cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D.Lgs 159/2011;
• non hanno usufruito in precedenza di altri finanziamenti pubblici finalizzati alla realizzazione anche parziale, delle stesse spese previste nel progetto;
• non sono società strumentali, controllate direttamente o indirettamente da Pubblica Amministrazione o altri soggetti pubblici;
• qualora la proprietà sia riferita ad una fiduciaria, si impegna a far conoscere alla Regione Emilia-Romagna i soci proprietari della fiduciaria stessa.
Le imprese che presentano domanda dovranno essere in regola con quanto previsto dal “Codice delle leggi antimafia” e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia.
Le imprese con sede legale all’estero devono possedere i requisiti di cui ai precedenti punti 2, 3, 4 e 5 al momento della presentazione della domanda.

ATTIVITA’ AMMISSIBILI
I progetti dovranno riguardare almeno uno dei seguenti obiettivi:
1. fornire mezzi di contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19 e della più ampia famiglia di Coronavirus allo scopo di:
• prevenire focolai epidemici tra i pazienti e tra gli operatori sanitari;
• disporre di tecnologie diagnostiche rapide (ad esempio KIT diagnostici, diagnosi sierologica, ecc.), di minima invasività, in relazione con le autorità competenti e i diversi ambiti di applicazione;
• disporre di attrezzature evolute per adeguare i laboratori regionali a realizzare test di conformità e certificazioni su dispositivi medici e di protezione individuale;
• gestire, curare, monitorare in modo efficiente e sicuro pazienti infetti sia ospedalizzati che domiciliarizzati;
2. rendere disponibili soluzioni per utilizzare materiali già esistenti, sperimentare nuovi materiali e trattamenti superficiali per la realizzazione di dispositivi di protezione individuale, o comunque per ridurre il rischio di contaminazione attraverso il contatto con le superfici;
3. rendere disponibili soluzioni tecnologiche ed organizzative innovative in grado di ridurre il rischio di contaminazione e garantire la sicurezza delle persone sui luoghi di lavoro, sia in ambito produttivo che nel settore dei servizi. Tali soluzioni potranno essere basate sull’applicazione di tecnologie digitali per la realizzazione di servizi o di prodotti informatici ma potranno anche riguardare altri aspetti legati ad esempio alla sanificazione degli ambienti, o a dispositivi per favorire il distanziamento fisico o temporale delle persone negli ambiti di fruizione. Rientrano in questo ambito anche lo sviluppo di soluzioni innovative per favorire il lavoro a distanza;
4. rendere disponibili soluzioni tecnologiche innovative in grado di ridurre il rischio di contaminazione, garantire il distanziamento delle persone, gestire sistemi di monitoraggio della sicurezza in ambienti aperti al pubblico, con particolare attenzione ai luoghi dove vi è una significativa aggregazione di persone;
5. Favorire la riconversione, anche parziale, di imprese verso la produzione di dispositivi di protezione individuale o comunque di prodotti e servizi volti alla gestione dell’emergenza, comunque limitatamente alle attività di ricerca, sperimentazione ed eventuale certificazione dei prodotti.

Le proposte dovranno riguardare lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni (prodotti o servizi) che possano immediatamente passare alla fase di produzione e commercializzazione al termine del progetto. Per garantire comunque un significativo tasso di successo dei progetti saranno ammessi progetti che siano in grado di dimostrare di avere già ottenuto risultati positivi in termini di fattibilità tecnica su prodotti simili o analoghi e siano quindi in condizione di TRL di partenza minimo pari a 6-7.
Ai proponenti è richiesto di impegnarsi a dare massima diffusione ai risultati dei progetti, al fine di consentire un’adozione su larga scala delle soluzioni che verranno sviluppate, anche attraverso specifiche attività di promozione da realizzare in collaborazione con la Regione e con società ed enti ad essa collegate. I progetti non potranno riguardare copie pedisseque di soluzioni già disponibili a mercato, ma dovranno presentare significative modifiche, ad esempio per essere adattate a rispondere all’attuale situazione di emergenza. In nessun caso potranno essere finanziati progetti che riguardino la mera introduzione di tecnologie, applicazioni e dispositivi presso il proponente, anche se finalizzati alla messa in sicurezza del proprio luogo di lavoro, potrà comunque essere ammessa la sperimentazione nella propria azienda delle soluzioni progettuali proposte.

Sono finanziabili le attività di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale.
I progetti dovranno prevedere un costo totale ammissibile non superiore a 150.000,00 euro e non inferiori a 10.000,00 euro.
I progetti presentati dovranno prevedere necessariamente l’attivazione di un contratto di collaborazione con almeno una struttura di ricerca appartenenti alle seguenti tipologie con un ruolo qualificante il progetto:
• strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico appartenenti alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna ed accreditate ai sensi della Determinazione n. 23172 del 16/12/2019;
• università, enti pubblici di ricerca, organismi di ricerca ai sensi della Disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2014/C 198/01), italiani ed esteri.
Una stessa impresa può presentare al massimo tre domande su questo bando.
Al termine del progetto i beneficiari dovranno dettagliare le operazioni che saranno realizzate nei successivi tre mesi sia in termini di impiantistica sia in termini di personale addetto per l’industrializzazione e commercializzazione/diffusione dei risultati del progetto. Quest’ultima verifica sarà prioritaria nel giudizio finale. In caso di giudizio negativo da parte del Comitato degli esperti si procederà alla revoca fino a ad un massimo del 30% del contributo riconosciuto.

SPESE AMMISSIBILI
1. Spese di personale, sia adibito ad attività di ricerca, progettazione, sperimentazione, sia adibito a funzioni di produzione, incluso personale ausiliario. Non sono ammissibili i costi per il personale impiegato in mansioni di carattere ordinario (ad es. segreteria, amministrazione, sicurezza, manutenzione ordinaria, ecc.), che rientrano fra le spese generali. Le spese di personale sono ammissibili sino ad un massimo del 50% delle voci di spesa da 2 a 5. Sono ammesse in questa voce le spese relative al personale a tempo determinato e indeterminato;
2. Spese per l’acquisto o locazione di strumentazione scientifica ed impianti industriali, questi ultimi da utilizzare (anche parzialmente) a scopo sperimentale (incluso software specialistico ed hardware, di nuova fabbricazione), e necessari alla realizzazione del progetto e non riferibili al normale funzionamento del ciclo produttivo.
• Per i proponenti che scelgono il regime di esenzione le spese sono ammissibili limitatamente alla quota di ammortamento (o al costo della locazione) per la durata del progetto, e in proporzione all’uso effettivo delle attrezzature nell’ambito del progetto.
• Per i proponenti che scelgono il regime De minimis è ammissibile la rendicontazione del 70% del costo storico del bene.
Per le attrezzature e impianti che non rientrano nella definizione di strumentazione scientifica sono ammissibili unicamente se il costo unitario sia superiore a 500,00 euro;
3. Spese per l’acquisizione di servizi ad alto contenuto di ricerca scientifica e tecnologica, le competenze tecniche ed i brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da soggetti esterni, utilizzati esclusivamente per l’attività del progetto, inclusa l’acquisizione dei risultati di ricerca, di brevetti e di know-how, di diritti di
licenza, nell’ambito di un’operazione effettuata alle normali condizioni di mercato, le spese per l’utilizzo di laboratori di ricerca o di prova. Sono ammissibili anche le spese per test di conformità e certificazioni di prodotto, qualora obbligatorie per la messa in produzione del prodotto. Non sono ammesse le consulenze a carattere ordinario di tipo fiscale, legale, amministrativo, contabile, o chiaramente legate alla industrializzazione, al marketing e alla comunicazione;
4. Spese sostenute per la costruzione di macchinari prototipali fisicamente riscontrabili (impianti pilota, macchinari, robot, linee produttive sperimentali …). In questa voce sono inclusi componenti, semilavorati, materiali commerciali, e loro lavorazioni tutti riferiti alla costruzione di tali prototipi e/o impianti pilota. Tali spese, data la loro natura, si riferiscono unicamente ad attività di sviluppo sperimentale. Sono comunque esclusi i costi dei materiali minuti necessari la funzionalità operativa, quali, a titolo esemplificativo, attrezzi di lavoro, minuteria metallica ed elettrica, articoli per la protezione del personale, e comunque componenti, semilavorati, materiali commerciali il cui costo unitario sia inferiore a 100,00 euro;
5. costi per materiali di consumo utilizzati durante le prove necessarie allo sviluppo del progetto o per l’attività di sperimentazione del prototipo in via di realizzazione e comunque strettamente necessari all’attività di ricerca per una percentuale massima del 20% della somma delle voci di spesa da 1 a 4;
6. Spese generali (costi indiretti), calcolate in misura forfetaria del 15% della voce di spesa 1.
Se il proponente sceglie il Regime De minimis le spese ammissibili decorrono dal 1-02-2020.
Se il proponente sceglie il Regime di esenzione le spese ammissibili decorrono dalla data di uscita del bando, le spese potranno essere ammissibili a decorrere dal 01-02-20 subordinatamente all’adozione formale delle pertinenti modifiche del Regolamento UE 1303/2013 che prevederanno l’ammissibilità delle spese a decorrere dal 01-02-2020.
I progetti dovranno essere completati entro 6 mesi a partire dalla data di concessione da parte della Regione Emilia-Romagna. Può essere concessa una proroga di due mesi, in seguito a richiesta debitamente motivata.

SPESE NON AMMISSIBILI
– riferite al legale rappresentante, e a qualunque altro soggetto facente parte degli organi societari, e al coniuge o parenti entro il terzo grado dei soggetti richiamati. Sono unicamente ammesse le prestazioni lavorative rese da soci con contratto di lavoro dipendente e senza cariche sociali;
– fatturate all’impresa beneficiaria da società con rapporti di controllo o collegamento così come definito ai sensi dell’art. 2359 del c.c. o che abbiano in comune soci, amministratori o procuratori con poteri di rappresentanza, fatto salvo il caso di spese fatturate da consorzi classificati come organismi di ricerca ai sensi della vigente normativa europea, comunque al di fuori di rapporti di controllo e collegamento.

INTENSITA’ DI AIUTO
Il contributo massimo erogabile è pari a 120.000,00 euro.
Nel caso il beneficiario scelga il Regolamento 1407/2013 (de minimis), il contributo è concesso nella misura massima dell’80%.
Nel caso il beneficiario opti per l’art. 25 del Regolamento (UE) n. 651/2014 (esenzione) il contributo è concesso nella % del:
• 50% per grandi imprese, 60% per le medie imprese e 70% per le piccole imprese per il progetto o la parte di progetto che rientra nella definizione di ricerca industriale,
• 25% per le grandi impresi, 35% per le medie imprese e 45% per le piccole imprese per il progetto o la parte di progetto che rientra nella definizione di sviluppo sperimentale.
Qualora sia notificato alla Commissione Europea un regime nazionale o regionale dichiarato conforme dalla stessa ai sensi della Comunicazione della Commissione Europea C(2020) 1863 “Quadro Temporaneo per le misure di aiuti di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza COVID-19”, si prevede che la % di contributo sia innalzata all’80% sia per la ricerca sperimentale che per lo sviluppo sperimentale in regime di esenzione.

PRESENTAZIONE DOMANDE
La domanda di contributo dovrà essere firmata digitalmente e deve essere accompagnata dai preventivi dei servizi richiesti per le voci di spesa 2, 3, 4, e 5, formalizzati su carta intestata del fornitore, e firmati dal fornitore.

Per maggiori informazioni, il nostro Servizio Economico Finanziario (Dott. Claudio Zamparelli tel. 342 6379838 c.zamparelli@confapiemilia.it e il Dott. Domenico Paradiso 349 6015699 d.paradiso@confapiemilia.it) è a Vostra disposizione.

Distinti Saluti
Dott. Stefano Bianchi
Direttore
Confapi Emilia