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Lettera dal Direttore agli Associati: «Ad un anno di distanza»

 

Lettera dal Direttore

«Ad un anno di distanza»

Marzo 2021

 

Carissimo Associato,

Un anno fa scoppiava la pandemia in Italia.

Ad un anno di distanza… cosa è cambiato?

Ad una prima occhiata, la risposta che sovviene alla mente potrebbe essere solo una: nulla. Stesse restrizioni dello scorso anno, stesse incertezze che aleggiano nell’aria, stesse prospettive limitate. Calandoci però più a fondo nella questione, impossibile non notare come, in realtà, tante siano le cose cambiate. Ma in meglio o in peggio? Questa è forse la domanda cardine che tutti dovremmo porci. 

Se è vero, infatti che nuovi paradigmi di business si sono affermati coraggiosamente nel mercato del lavoro – nello specifico, in quelle realtà imprenditoriali che si sono dimostrate capaci di rimodellare le proprie competenze adattandole ad un contesto in cambiamento – è altrettanto vero però che questa enorme emergenza sanitaria ha avuto un fortissimo impatto sul capitale umano in termini, per esempio, di disoccupazione. Stando alle stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro infatti, l’aumento della disoccupazione globale è arrivata a coinvolgere circa 24,7 milioni di persone; inoltre, in base alle ultime rilevazioni Istat fatte in Italia nel mese di dicembre 2020, sono stati 101 mila gli occupati in meno rispetto al 2019, e di questi 99 mila sono donne. Potremmo continuare ancora, facendo notare come, sempre in Italia, il blocco dei licenziamenti introdotto con il decreto ‘Cura Italia’ dello scorso 17 Marzo 2020 abbia solamente ‘congelato’ quelli che si ipotizza possano essere circa 400 mila licenziamenti che saranno sicuramente portati a termine quando questo blocco sarà sbloccato. 

Numeri enormi, giganteschi, così grandi da immaginare che, come per paradosso, diventano quasi privi di concretezza.

Un primo passo da fare è credere che questo non sia il tempo del ‘caviamocela da soli’.  Come in una guerra ‘omnium contra omnes’, questo è il tempo della perseveranza che diventa insistenza e ostinazione. Ricordo, a beneficio di tutti, che il sostantivo ‘crisi’ deriva dal greco antico e si traduce letteralmente in ‘scelta’. Un concetto che in passato era utilizzato per descrivere un conflitto interiore che portava inevitabilmente a un cambiamento consapevole perché dettato da una scelta personale.

Se proviamo a guardare al futuro ci accorgiamo che la parola normalità ha assunto tutt’altro significato rispetto a quello a noto a tutti prima della pandemia. Sicuramente tante nostre abitudini cambieranno. Dal lavoro alla politica, fino al modo di concepire l’Associazionismo, caro a tutti noi. Già il secondo semestre 2021 e i prossimi anni a seguire saranno caratterizzati da quella che viene definita la ‘Nuova Normalità’ il cui perimetro sarà dettato e condizionato anche e soprattutto dalle nostre scelte personali. Come imprenditori, la scelta che dobbiamo affrontare, ormai non più rimandabile, sarà quella di decidere se affrontare la ripresa rimanendo fedeli ai paradigmi di business consolidati nel tempo, oppure se sfruttare la crisi per rinnovarsi e crescere, abbracciando il cambiamento.

La ‘Nuova Normalità’ dovrà fondarsi, a nostro parere, su:

  • capacità e propensione ad innovare: le nuove tecnologie digitali saranno espressione di efficienza operativa in una realtà che sarà in ogni caso contraddistinta dal mantenimento del distanziamento sociale, e sinonimo di una maggiore operosità e produttività commerciale.

          Tutto ciò si realizzerà attraverso un adeguamento del proprio modello operativo alle nuove esigenze di mercato, nonché sullo sviluppo di                  nuove competenze con formazione o assunzioni specifiche;

  • internazionalizzazione e diversificazione: la ripresa del business parte dall’internazionalizzazione, attivando un piano di ingresso nei mercati esteri di maggior rilievo per cogliere a pieno le opportunità della ripresa andando oltre i confini nazionali evitando il rischio di concentrazione di mercato;
  • rafforzamento della propria dimensione aziendale riducendo l’esposizione verso terzi.

Come Associazione stiamo ponendo le basi per farci trovare pronti al cambiamento che le PMI ci stanno chiedendo per vivere ‘la Nuova Normalità Associativa’. Stiamo ripensando a tutti i nostri servizi, anche in termini di erogazione degli stessi, per supportarvi nel faticoso cammino verso la nuova normalità.

Il digital ha varcato le soglie dell’Associazione e da ciò siamo sicuri ne ricaveremo grossi vantaggi e risultati, per noi ma soprattutto per le PMI Emiliane.

Rimani sintonizzato!

Stefano Bianchi