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Il contesto energetico aggiornato al 5 Luglio 2023

A cura di Duferco Energia

Una stabile instabilità

La scorsa settimana si è chiusa ancora con il segno “+”. Niente di impetuoso e senza troppa convinzione. Tuttavia, non c’è dubbio che i mercati si siano allontanati dai minimi di fine maggio e sembrerebbe difficile immaginare di tornare a quei livelli, almeno nel breve. Tuttavia, la volatilità dimostra l’instabilità di un sistema che, sebbene (parzialmente e non totalmente) affrancato dal gas russo, adesso dipende da una molteplicità di fattori e basta che se ne modifichi uno perché torni a repentaglio, o comunque in tensione.

Venerdì scorso il TTFma ed il Cal24 hanno chiuso rispettivamente a circa 37 e 53 €/MWh (+ 4,15 e + 1,65 €/MWh WoW). Il Power Italia, month-ahead e Cal24 rispettivamente a circa 125 e 151 €/MWh (+ 6,7 e + 2,5 €/MWh WoW).

I fondamentali comunque restano più che buoni, è pertanto difficile interpretare il trend di mercato e l’emotività sicuramente gioca un ruolo. Emotività di operatori speculativi ma anche dei partecipanti “obbligati” come gli industriali, che per mettere un po’ di fieno in cascina ed evitare di ritrovarsi troppo scoperti in caso di forti aumenti, si stanno riaffacciando nel mondo degli hedging. Peraltro, la stagione estiva e i livelli di prezzo attuali, più sopportabili, sembrerebbero togliere spazio a manovre di grande efficientamento. Il consumo alle remi industriali italiane sta tornando in linea con quello dello scorso anno per lo stesso periodo. Rimane comunque “più bassa” la curva complessiva, principalmente per un ridotto apporto termoelettrico, dovuto ad un calo della domanda power sia per ragioni meteorologiche che industriali che, probabilmente, anche per un aumentato autoconsumo fotovoltaico.

Si segnala, inoltre, che la scorsa settimana è stato approvato il nuovo DL aiuti che adesso è al vaglio delle Camere per il processo di conversione in Legge. Tra le altre misure, è stata prorogata l’iva al 5% per i consumi di gas civili ed industriali, oltre che il taglio agli oneri di sistema gas. Tuttavia, e un po’ incredibilmente non sono stati prorogati i crediti di imposta (né gas né power). Se confermato sarebbe sicuramente un brutto colpo per l’industria italiana, per non parlare dell’abrogazione delle parziali esenzioni del dispacciamento previste dal decreto “salva-infrazioni”. Speriamo che siano delle sviste in corso di correzione. In un contesto così instabile ci manca solo di tirarci la zappa sui piedi.