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CAOS SUL WEB, GLI UTENTI NON ENTRANO PIÙ NEL NOSTRO SITO WEB

A cura di Elif Studio Srl – Unimatica Confapi Emilia  

In un’era in cui tutto intorno a noi sembra caos (e forse lo è davvero), agli utenti del web restavano almeno certezze informatiche marmoree, fondate su Google: una verità assoluta, quasi una religione monoteista, o giù di lì. Ahimè, devo constatare che anche questa certezza è crollata, con un tonfo paragonabile alla caduta degli dèi dall’Olimpo, alla frustrazione di Gengis Khan per non aver raggiunto le 1.000 mogli, o ad Adriano che, dall’alto dei cieli, vide il suo vallo spogliato delle sue pietre.

Parliamo di Google AI Overview, che ormai sovrasta la prima pagina di Google erodendo fino ad oltre il 50% dei click ai nostri siti web, anche quando abbiamo conquistato la prima posizione. E parliamo anche delle ricerche fatte dalle AI stesse, come ChatGPT, Perplexity e compagnia.

Poi ci si sono messi pure i markettari, inventandosi tonnellate di acronimi come GEO, AIO, AEO… ma nel caos, si sa, si vende sempre qualcosa in più a qualcuno. In soldoni, basta continuare a ottimizzare bene il nostro sito per i motori di ricerca (la SEO) e aggiungere qualche accorgimento per farsi intercettare al meglio anche dai motori di ricerca AI.

Visto però che siamo imprenditori, e che dalle difficoltà bisogna ricavare soluzioni pratiche (come si dice tante volte, l’attacco è la miglior difesa) a come tamponare la caduta di visite al sitoweb, vediamo in poche righe cosa possiamo fare puntando su tre possibili attività da intraprendere per la visibilità del nostro sito web/portale ecommerce.

Possiamo fare GEO (Generative Engine Optimization), questo acronimo significa ottimizzare un sito web o un contenuto online per fare in modo che venga trovato  e citato dalle intelligenze artificiali (come ChatGPT, Google Gemini o Perplexity) quando rispondono alle richieste degli utenti e quindi far comparire i prodotti e i servizi che dobbiamo vendere all’interno dei motori di ricerca AI.

Altra soluzione e  mossa d’attacco da sfruttare in questo momento è realizzare campagne pubblicitarie dentro ChatGPT (ChatGPT Ads). Questo sistema è arrivato da poco in Italia ed è aperto a tutti, come Google Ads. Il sistema ci permette di creare annunci rivolti agli utenti che usano ChatGPT in versione gratuita e GO, definendo i confini geografici e il budget massimo giornaliero che vogliamo investire. A differenza di Google Ads, però, qui c’è una spesa minima giornaliera di 15 euro, anche se si possono impostare campagne di pochi giorni.Uno strumento davvero interessante, che vi consigliamo di utilizzare e che affronteremo nei prossimi numeri della newsletter, portandovi casi reali.

Una terza soluzione/strumento o meglio, attività che vi consigliamo è un’ attività di link building , per spiegarci semplicemente è realizzare una rete di siti web autorevoli e professionali che parlano della nostra azienda/prodotti/servizi e che attraverso link portano dal loro sito web al nostro , questo aumenta la nostra autorevolezza nei confronti di Google.

Restando in tema di informazioni utili da prendere al volo, vi ricordiamo il voucher da 150 milioni di euro a fondo perduto al 50% per la realizzazione di e-commerce e per le spese di cloud e cybersecurity. È cumulabile con l’iperammortamento che, per i beni ospitabili, consente di sommare le due agevolazioni, portando il risparmio per le aziende fino all’84%.

Per questa opportunità potete chiedere informazioni alla segreteria della nostra associazione, che vi seguirà nella preparazione delle pratiche per accedere al voucher…

N.B.: per trasparenza, vi diciamo che abbiamo usato l’AI anche per capire quante mogli avesse Gengis Khan.