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VISITE MEDICHE “A SORPRESA” PER ALCOL E DROGHE

A cura di Mela Srl 

Visite mediche “a sorpresa” per i lavoratori sospettati di uso di alcol o droghe. È questa la novità più rilevante introdotta dal decreto Sicurezza in materia di sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro: il medico competente potrà disporre controlli immediati, anche durante l’orario di servizio, in presenza di elementi concreti che facciano ritenere il lavoratore sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti.

Alcol e droghe, visite a sorpresa per i lavoratori

A fare chiarezza sull’applicazione delle nuove regole è una circolare dell’Ispettorato nazionale del lavoro, che inquadra le modifiche normative all’interno della disciplina della sorveglianza sanitaria e ne definisce l’ambito operativo. Pur riconoscendo la portata innovativa della misura, l’Ispettorato invita a un’applicazione prudente e progressiva: per la piena operatività dei controlli sarà necessario attendere la conclusione dell’Accordo Stato-Regioni sulla ridefinizione delle modalità di accertamento delle dipendenze da alcol e sostanze, previsto entro il 31 dicembre 2026.

Il cambio di passo è netto. Non più soltanto verifiche programmate o controlli a campione, ma accertamenti mirati, attivati su base indiziaria e limitati alle mansioni ad alto rischio infortunistico, già individuate dalla normativa di settore. Una svolta che ridisegna l’architettura della prevenzione nei contesti produttivi più esposti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il rischio di incidenti e aumentare i livelli di sicurezza.

Il testo della circolare sui controlli

Sicurezza lavoro, visite mediche a sorpresa per i lavoratori sospettati di uso di alcol o droghe (anche durante il turno)

Ecco il testo della circolare che apre ai controlli a sorpresa anche in orario di lavoro. «Si introduce, inoltre, l’ulteriore lettera e-quater) all’art. 41, comma 2, che stabilisce la possibilità di sottoporre il lavoratore ad un accertamento medico in caso di fondato sospetto di assunzione di alcol o sostanze stupefacenti o psicotrope. In particolare, rientra nell’alveo della sorveglianza sanitaria la “visita medica, effettuata prima o durante il turno lavorativo, in presenza di ragionevole motivo di ritenere che il lavoratore si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di alcol o di sostanze stupefacenti o psicotrope, finalizzata alla verifica che il lavoratore non si trovi sotto effetto delle predette sostanze, per le attività lavorative ad elevato rischio infortuni individuate ai sensi dell’articolo 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125, e dell’articolo 125 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di controlli relativi all’assunzione di alcool e di sostanze stupefacenti, psicotrope o psicoattive».

Gli ambiti di intervento

Il decreto interviene anche su altri fronti. Viene chiarito che le visite mediche obbligatorie devono essere svolte in orario di lavoro, superando un’incertezza interpretativa che aveva generato contenziosi e prassi difformi. L’unica eccezione resta la visita preassuntiva, che continua a collocarsi fuori dall’orario lavorativo.

Si rafforza inoltre il ruolo del medico competente come attore della prevenzione primaria: tra i nuovi compiti rientra la promozione degli screening oncologici previsti dai Livelli essenziali di assistenza (Lea), attraverso attività informative rivolte direttamente ai lavoratori. Una strategia che valorizza il luogo di lavoro come spazio di diffusione della cultura della salute, anche in coordinamento con le campagne del Ministero della salute.

Particolare attenzione è riservata alle microimprese. La modifica dell’articolo 51 del D.Lgs. 81/2008 consente agli organismi paritetici delle aziende fino a dieci dipendenti di promuovere iniziative per facilitare l’assolvimento degli obblighi di sorveglianza sanitaria, anche attraverso convenzioni con le aziende sanitarie locali o con medici competenti. L’obiettivo è sostenere le realtà produttive più piccole, garantendo al contempo livelli adeguati di tutela per i lavoratori.